Woman Particolare: Alexandra Van Houtte

L’imprenditrice tecnologica che ha rivoluzionato il mondo della moda

Quando Alexandra Van Houtte ha fondato Tagwalk nel 2016, ha subito semplificato la vita di fashion editor e stylist. Le ricerche che una volta richiedevano ore e ore passate su Internet o a sfogliare lookbook, ora richiedono solo pochi minuti - basta digitare la propria richiesta sul sito Tagwalk. Ma Tagwalk non è solo per i professionisti- è un enorme libreria visiva ed uno strumento di ispirazione per gli amanti della moda in cerca di consigli sullo styling, sui trend futuri. È stato persino definito il “Google” della moda. Alexandra, la fondatrice, non ha iniziato la sua carriera nel mondo della tecnologia, ma ha cominciato con passione come fashion assistant ed ha semplicemente identificato un problema che ha poi risolto grazie alla sua iniziativa. Grazie a due anni di continua crescita e con altre iniziative in divenire, Alexandra sta diventando una fra le figure più importanti nel mondo della “fashion technology”. Abbiamo incontrato Alexandra per scoprire come tutto ebbe inizio, per scambiare opinioni sul futuro della fashion week, e per parlare della sua borsa Object Particolare che riceve complimenti in continuazione.

Hai iniziato come stagista di Alber Elbaz da Lanvin e come fashion assistant prima di spostarti verso il mondo del digitale e della tecnologia, com’è stato per te il cambiamento?

Il cambiamento è stato molto naturale e progressivo. Sono cresciuta nel settore un passo alla volta, imparando ad orientarmi, poi mi sono evoluta gradualmente nel mondo del digitale.

L’idea di Tagwalk ti è venuta mentre lavoravi come fashion assistant - c’è stato un momento in particolare?

Tagwalk stava sviluppandosi inconsapevolmente giorno dopo giorno nella mia testa, poi durante uno shooting che avevo organizzato ho dovuto visionare più di 10,000 immagini di vestiti neri. Mi ci è voluta più di una settimana e ciò ha segnato il punto di rottura. Dovevo trovare una soluzione che mi aiutasse a rendere le mie ricerche più semplici ed efficaci.

Quale è stata la parte più emozionante nel vedere Tagwalk diventare un vero e proprio business?

Fa sempre molta paura quando inizi qualcosa dal divano di casa e poi ti trasferisci in un piccolo ufficio, poi in uno più grande, e poi in uno più grande ancora. Penso che la parte più emozionante del mio lavoro sia scoprire nuovi talenti, incontrare dirigenti di livello e soprattutto vedere il mio team che trae soddisfazione dai loro risultati.

Sei un membro attivo nel circuito della fashion week - quali sono gli show che trovi più emozionanti da vedere?

Valentino è la sfilata dei sogni da non perdere: la visione di Pier Paolo è unica, morbida, romantica, la musica è incredibile e il suo show sembra fermare il tempo. Anche Louis Vuitton, perché è l’ultimo show nell’ultimo giorno della fashion week, e finisce sempre in grande stile: una location incredibile, musica fantastica, bellissime modelle, inoltre la visione di Nicolas Ghesquière è molto diversa da quella degli altri designer. Sono molto fortunata ad essere anche invitata alle sfilate di Chanel e di vedere il “tweed” rielaborato e ricreato ogni stagione per un nuovo trend associato alla location e alle decorazioni, è alquanto spettacolare.

La fashion week e l’industria della moda in generale stanno cambiando rapidamente - quali sono i cambiamenti più sostanziali? Positivi o negativi?

Il cambiamento positivo è che il settore prende la nuova generazione molto seriamente, vengono ascoltate le loro osservazioni e le loro critiche per meglio capire di cosa necessita questa generazione per portarla a comperare un brand. Il settore è inoltre diventato più attento agli aspetti ecologici, meno spreco e approcci più creativi per rinnovare i nostri guardaroba.

Centinaia di stilisti appaiono e lavorano con te su Tagwalk - chi sono gli stilisti che hanno catturato recentemente la tua attenzione?

Sono affascinata da Marcia Wear (www.marciawear.com), Alighieri, ByFar and Object Particolare. Hanno tutte delle particolarità che amo, soprattutto per i design innovativi, giovani e portabilissimi.

Hai dei consigli per aspiranti imprenditori nel mondo del digitale o della moda?

Se ti fai troppe domande finirai per non fare niente. Prima di tutto devi credere nella tua idea al 100% perché finirai per doverne parlare con tutti, ogni giorno, e per tutta la giornata, quindi, se non sai perché l’hai creata o non sei sicuro dei risvolti, vai oltre perché non ne vale la pena.

Quale è il miglior consiglio che hai mai ricevuto?

La regola numero uno: sempre, sempre, sempre seguire il proprio istinto.

Come definiresti il tuo stile personale - e come è cambiato da quando eri fashion assistant a tempo pieno a quando hai dovuto dirigere una start-up tecnologica?

Ho sempre la stessa uniforme, ogni giorno, tutto il giorno! In inverno indosso un lungo cappotto nero Pallas in doppio cashmere, stivaletti militari Church’s neri, un maglione in cashmere Brora e una gonna. Indosso sempre un cappello nero Bailey, una sciarpa di Eric Bompard e la mia borsa Object Particolare o Céline. Per l’estate ho vestiti lunghi in milioni di colori diversi che ho fatto fare in India e che indosso con un paio di slip-on Gucci (ne ho nove paia!)

Hai seguito Object Particolare dall’inizio - cosa ti ha attirato inizialmente del brand? E cosa ti attira adesso?

Mi pace la sua semplicità, la sua praticità e il pellame che viene usato. Solitamente riempio le borse con un milione di cose, quindi quando devo mettere in una borsa il mio portatile o una bottiglia d’acqua o un notebook, per me è una scelta ovvia.

Qual è il tuo modello preferito e come lo indosseresti?

È la Vitti in formato large e la indosso di continuo. È così elegante e tutti mi chiedono da dove viene, cosa che adoro perchè mi permette di far conoscere un nuovo brand e raccontare la sua fantastica storia!